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nikko

Un itinerario di 15 giorni in Giappone è un piccolo inizio per iniziare a respirare questa terra lontana e assaporare le diversità che si trovano in questo bellissimo paese. 

Il mio itinerario di 15 giorni è iniziato il 5 agosto a Tokyo fino al 19 a Osaka (il 4 e il 20 di agosto sono stati di viaggio). Questa volta, per diversi motivi che non starò ad elencare, mi sono appoggiata a un’agenzia che mi ha offerto un buon pacchetto: volo, la metà delle notti, JRP di 14 giorni, pocket wifi e assicurazione viaggio. 

Volo

Partenza da Milano Malpensa il 4 agosto, scalo a Francoforte e arrivo su Tokyo, aeroporto di Haneda (HND). Ritorno da Osaka, aeroporto internazionale del Kansai (KIX) , scalo a Monaco di Baviera e rientro su Milano Malpensa il 20. Le ore di volo sono circa 13/14, ad aggiungere le ore di scalo. E’ lungo ma ce la puoi fare, questo e altro per viaggiare! La compagnia di viaggio è stata Lufthansa che opera per Nippon Airways.

Esistono anche dei diretti dall’Italia, da Milano Malpensa e Roma Fiumicino, magari con un po’ di fortuna e un po’ di navigazione tra i vari siti sarai più fortunato di me!

Consigli di viaggio

Per tutti i consigli di viaggio ti rimando a questa pagina, qui troverai quando andare, i vari trasporti (metro, treni, aerei), i vari alloggi e alcune importanti informazioni tra cui l’attivazione del JRP, le applicazioni da scaricare, internet, gestione dei soldi e tanto altro. 

In questo articolo ti descriverò invece l’itinerario di 15 giorni in Giappone, giorno per giorno. Seguiranno approfondimenti!

Itinerario giorno per giorno:

1 giorno – arrivo e tokyo skytree

Si parte il 4 agosto da Milano, siamo in 4, due coppie di amici con tanta voglia di esplorare questo nuovo mondo. Arriviamo all’aeroporto di Haneda, Tokyo, il 5 agosto a mezzogiorno. All’exchange dell’aeroporto cambiamo subito i nostri soldi (circa 500 euro a testa per tutto quello che durante la vacanza non si può pagare con carta come alcuni templi, street food, alcuni souvenir) e ci dirigiamo all’ufficio della JR per convertire il voucher del Japan Rail Pass. Decidiamo di attivarlo da subito (puoi anche decidere un’altra data). Appena vicino all’entrata della stazione ai trovano le macchinette per acquistare la SUICA, la carta da poter utilizzare in metro e/o altri mezzi dove non la tratta non è coperta dal JRP (leggi qui, nella sezione consigli di viaggio, per saperne di più). Il costo è di 500 yen e la carichiamo inizialmente di 1000 yen. La macchinetta accetta solo contante o carta di CREDITO (no debito). La Suica ti verrà utile per tutto quello che non è compreso nel JRP (specialmente alcune tratte della metro di Tokyo) e puoi utilizzarla anche in alcuni negozi di souvenir e market. 

Dopo tutti i passaggi di rito eccoci pronti a prendere la linea della Tokyo Monorail Line, cambio a Hamamatsucho con la Yamanote Line (tutto compreso nel JRP) per raggiungere il nostro hotel nel quartiere di Shinjuku: E-hotel Higashi-Shinjuku. Sarà casa, un po’ stretta, per le prossime 7 notti. Alla reception ritiriamo il pocket wifi (approfondisci nella sezione internet dei consigli di viaggio, clicca qui). 

Ci mettiamo subito in moto, direzione quartiere Asakusa dove alle 19 ci attende la salita alla Tokyo Skytree. Ci siamo assicurati l’entrata prenotando dal sito di get your guide dall’Italia. E’ la torre più alta del Giappone e seconda nel mondo dopo il Burj Khalifa di Dubai. Noi abbiamo acquistato il biglietto intero, quello che ti permette di salire fino alla Tembo Galleria (450 m), in alternativa, a un prezzo minoritario, puoi fermarti al Tembo Deck (350 m).

Arrivato l’orario di cena scopriamo che in Giappone tutto chiude prestissimo! Già per le 8.30 abbiamo difficoltà a trovare un posto. Entriamo nel centro commerciale vicino, Tokyo Solamachi (scopriremo durante la vacanza che i ristoranti nei centri commerciali vanno per la maggiore). Assaggiamo prima le famose polpette di polpo, takoyaki, da Dotonbori Kuruku, poi per qualcuno il primo ramen e altri i primi noodle a Sora Tora Ya.

2 giorno – SHINJUKU HARAJUKU E SHIBUYA
Ci svegliamo abbastanza presto e iniziamo a esplorare il quartiere che abitiamo, Shinjuku. E’ principalmente un quartiere serale/notturno e per questo ci ritorneremo in un altro momento. Andando verso la stazione principale fotografiamo la statua di Godzilla (guarda in alto!), camminiamo per Kabukicho e arriviamo al Palazzo del Governo metropolitano. La vista dal 45esimo piano è una delle migliori sulla città e se sarai fortunato è possibile avvistare anche il Monte Fuji. L’ingresso è gratuito!
Al pian terreno del Palazzo del Governo si trova uno dei centri di informazioni turistica, solo dopo ho scoperto che da qui partono diversi tour guidati da volontari, ti lascio qui il link per dare un’occhiata, prenotala per tempo!
Prossima meta il santuario Meiji situato nel Parco Yoyogi, nei pressi della stazione di Harajuku.
Si tratta di un santuario shintoista ed è uno dei più importanti del Giappone. Abbiamo avuto la fortuna di assistere alla conclusione di un matrimonio tradizionale! Qui abbiamo anche acquistato per 1000 yen il libretto per i goshuin, viene venduto nei templi/santuari (non tutti) o in alcuni negozi, dove collezionare timbri/sigilli (=goshuin) dei santuari/templi visitati. Un bellissimo ricordo da portare a casa. Con il senno di poi creati una nota sul cellulare dove segnarti a quale pagina corrisponde il tempio visitato. Tornata a casa non mi ricordavo più niente. 
Percorrendo il parco arriviamo all’altezza della stazione di Harajuku. La fame si fa sentire e sotto consiglio andiamo a mangiare a Gyozaro, secondo alcuni uno dei posti migliori per mangiare i ravioli. C’è un po’ di coda ma scorre veloce. Con meno di 10 euro mangiamo sia quelli cotti al vapore sia alla griglia. 

Esploriamo la via dei negozi Omotesando dori, ce ne sono tanti ma, a mio parere, merita soffermarsi: all’Oriental Bazar, un negozio di souvenir, leggermente più caro rispetto alla media ma apparentemente di maggiore qualità, Marco Togni suggerisce di guardare la sezione Kimono/Yukata per qualche offerta speciale; a Kiddy Land, un negozio di diversi piani a tema su cartoni animati (Snoopy, Hello Kitty per citarne alcuni).
Proseguiamo per la via dei cosplay, Takeshita dori, affollatissima, piena di negozi di souvenir; entrata d’obbligo a Daiso, una delle catene dove troverete tutto (o quasi) a 100 yen, oggettistica di vario genere.
A una fermata da Harajuku si trova il quartiere di Shibuya. Appena si esce dalla stazione ti affacci sull’incrocio più affollato del mondo. Abbiamo fatto qualche volta avanti e indietro e l’abbiamo osservato dal secondo piano di Starbucks (per una foto veloce puoi salire senza consumare siccome fa parte di un centro commerciale). Sempre vicino all’incrocio trovi la statua di Hachiko (se non sai chi è questo cane, prima di partire per il Giappone guardati “Hachiko – il tuo miglior amico”). Ci perdiamo nelle vie principali del quartiere, entriamo da Mandarake, merita una visita anche se non sei un fan di manga (noi non lo siamo ma è stato comunque interessante). Proviamo uno dei tanti centri di divertimento e giochi prima di andare a mangiare al sushi su nastro: UOBEI. Il sushi si ordina da un monitor e l’ordine arriva su un nastro e si ferma esattamente alla tua postazione. Non esiste l’all you can eat ma il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

Giorno 3 – allenamento sumo, mercato del pesce, odaiba, roppongi

Altra giornata piena a Tokyo. La sveglia è presto per arrivare alle 7.30 davanti alla palestra Arashio Beya per assistere (da fuori) a un allenamento sumo. Nel mese di agosto a Tokyo non si tengono incontri quindi l’unico modo per vedere dei sumo era assistere a un allenamento in modalità gratuita. Consulta il sito della palestra o chiedi al tuo hotel di verificare i giorni in cui si tengono gli allenamenti. Per arrivare il più vicino possibile c’è la fermata di Hamacho che non è su una linea coperta dal JRP. Generalmente l’allenamento dura 2 ore dalle 7.30 alle 9.30. 

Da lì in pochi minuti raggiungiamo il vecchio mercato del pesce, Tsukiji Market. Dico vecchio perchè ora le aste e la maggior parte di vendite si svolgono al nuovo mercato a Toyosu dove si sono trasferiti anche tanti ristoranti. Ti consiglio di visitare entrambi ma se proprio devi sceglierne uno vai direttamente a Toyosu. Se hai anche tanto cuore, alle 5 del mattino si svolge la suggestiva asta dei tonni e potresti vederla dalla galleria vetrata costruita per i turisti mattinieri. Ovviamente noi ci siamo accontentati di un sushi alle 11.30 del mattino da Isosushi, pesce freschissimo! Ci sono diversi menù con vari prezzi a seconda del numero. Con una media di 35 euro abbiamo mangiato pesce di ottima qualità. Non prendeva la carta, solo contanti. 

A pochissimi minuti c’è il teamLab Planet. L’ingresso è scaglionato a orari, noi l’abbiamo prenotato dall’Italia 2 settimane prima e già molti orari non erano più accessibili. Il costo è di circa 25 euro a persona. Il teamLab Planet viene definito come un museo interattivo che utilizza la tecnologia digitale. Visita il sito per farti un’idea, è stata una bella esperienza, sicuramente diversa, mai vissuta!

Prendiamo la monorotaia (non compresa nel JRP) e arriviamo a Odaiba, un’isola artificiale dove si ha una aperta vista panoramica sullo skyline di Tokyo. Per un momento sembrava quasi di essere a Brooklyn davanti allo skyline di Manhattan, sarà forse per una statua della libertà dislocata? Eh già, a Odaiba trovi una statua della libertà, e a qualche metro più in là invece c’è il Gundam gigante. Abbiamo perso poi qualche minuto a cercare la ruota panoramica ancora segnalata su Google Maps fino a quando abbiamo realizzato che non c’è più, è stata tolta! A Odaiba si ha anche la possibilità di salire al punto panoramico della Fuji TV Building, grattacielo inconfondibile per la sfera enorme.

Per la cena e la sera ci dirigiamo a Roppongi Hills, sotto alla Mori Tower camminiamo tra le zampe del ragno Maman, statua di Louise Bourgeois. Mangiamo in un ristorantino coreano e questo è una di quelle sere che ci rendiamo conto quanto tutto chiuda presto. 

Ultima tappa nel quartiere, a 20 minuti a piedi dalla Mori Tower, raggiungiamo la Tokyo Tower, alta 333 m, bianca e rossa che ricorda per la forma la Torre Eiffel. Alla sera dopo le 22 era quasi tutto chiuso, meglio venirci nel pomeriggio se si vuole passare qualche ora nelle sale giochi o salire al punto di osservazione. Ecco qui il sito per tutte le informazioni.

Odaiba, vista su Tokyo
4 giorno – Hakone

Giornata fuori porta da Tokyo. Hakone è famosa per essere una città dai molti impianti termali (onsen) e per la spettacolare vista sul Monte Fuji. E se vi dico che non abbiamo goduto di nessuno dei due? Magari tu sarai più fortunato. Per quanto riguarda il Monte Fuji era completamente coperto dalle nuvole, nemmeno l’ombra. Per gli onsen, abbiamo dato priorità ad altro. In una giornata, mettendo in conto di partire presto e  tornare tardi, dovresti riuscire a fare tutto il giro di Hakone e rilassarti a metò pomeriggio in un onsen. Se sei un tatuato come noi ecco un sito tattoo friendly per aiutarti a cercare l’onsen più consono alle tue esigenze. Sì, in molti onsen è vietato l’accesso a persone tatuate. Ad Hakone Yumoto avevo individuato questo ma non essendoci stata mi racconterai la tua esperienza: Tenzan Tohiji-kyo

La città di Hakone dista circa 85 km da Tokyo e si raggiunge più o meno in un’ora e mezza. Il JRP copre fino alla città di Odawara. Da lì partono delle altre linee. Ti conviene fare lHakone freepass, un biglietto cumulativo dalla durata di due giorni (non esiste da uno) che comprende la maggior parte dei mezzi per fare il classico itinerario.

L’Hakone freepass costa:

  • da Odawara 5000 yen,
  • dalla stazione di Shinjuku 6100 yen

E’ escluso il Romancecar un treno di linea privata che in 1 ora e 40 collega Tokyo a Hakone con diversi comfort. 

Ho letto pareri contrastanti se fare il giro antiorario o orario. Ti riporto quello che ho fatto io (tutti i mezzi qui sotto citati sono compresi nell’Hakone free pass):

  • treno da Odawara ad Hakone-Yumamoto;
  • treno da Hakone-Yumamoto a Gora; è stato divertente osservare il capotreno fare avanti e indietro per permettere al treno di arrampicarsi sulle rotaie a zig zag. E’ la ferrovia più ripida del Giappone e la sua costruzione si è ispirata al trenino rosso del Bernina con cui attualmente è stato siglato un gemellaggio! Ecco il motivo di foto e modellino del trenino rosso del Bernina appena usciti dalla stazione se te lo stessi chiedendo!
  • funicolare da Gora a Owakudani passando sopra alle pozze sulfuree e getti di vapore. A Owakudani potrai mangiare il kuro tamago, un uovo cotto nel fango bollente dal guscio nero: si dice che aggiunga 7 anni alla propria vita!
  • funivia da Owakudani a Togendai; se sei fortunato qui potrai godere di una bellissima vista sul Monte Fuji… a noi non è andata così bene!
  • crociera sul lago Ashi su una nave pirata fino a Hakonemachi-ko e Motohakone-ko. Dal lago c’è uno degli altri punti panoramici per ammirare il Monte Fuji, anche questa volta guardiamo le foto degli altri! Noi siamo scesi alla seconda fermata, Motohakone-ko, più vicino al Santuario di Hakone di cui vedi il torii già dalla barca pirata. Dal porto in una decina di minuti si raggiunge a piediQui ci siamo lasciati trascinare e abbiamo atteso quasi un’ora di coda per fare la foto sotto al tori immerso nelle acque del lago. 
  • autobus Hakone Tozan, linea k (marrone) per ritornare alla stazione di Hakone-Yumamoto e poi in treno fino ad Odawara e infine Tokyo. 

Alla sera a Tokyo viviamo Shinjuku alla sera. Cena a Momo Paradise Kabukicho, all you can eat di shabu-shabu and sukiyaki.  Prevede un menù a prezzo fisso a seconda della tipologia di carne scelta (bovino e maiale; o solo maiale) che puoi cuocere in questi due tipi di brodo; il tutto accompagnato da verdure, ravioli e altre sfiziosità. Locale all’ottavo piano dell’Humax Pavilion, molto suggestivo. 

5 giorno – Ueno, Asakusa  e Akhiabara

Con la Yamamote line raggiungiamo Ueno. Ci dirigiamo al parco ed entriamo allo zoo, 600 yen a persona. Ci perdiamo un po’ tutta la mattinata e sinceramente non mi ricordavo quanto mi mettesse tristezza la vista degli animali in gabbia. Lo zoo è molto grande ed eravamo curiosi di vedere i famosi panda. Non li abbiamo trovati molto attivi, ci hanno dato la schiena tutto il tempo ragomitolati in un angolo. Stupenda invece la distesa di fiori di loto. Non pensavo fossero così enormi e per vederli agosto è perfetto, è il loro mese di fioritura. 

Da Ueno ci siamo incamminati fino al Senso-ji, nel quartiere di Asakusa. E’ un tempio buddista. Davanti al tempio si stendono diverse vie pieni di negozi, la più famosa è Nakamise dori, qui trovi souvenir a basso prezzo. Se aguzzi la vista noterai anche che è la via delle attività storiche, osserva le insegne. 

A pochi minuti, attraversiamo il ponte di Azuma sopra al fiume Sumida, c’è l’Asahi beer headquarters. Al 22esimo piano lo Sky room offre una vista spaziale su Tokyo e la Tokyo Skytree. Ci beviamo una birra e ci godiamo il tramontare del sole. 

Curiosità: mentre cammini verso l’Asahi beer headquarters alza gli occhi, l’edificio più altro vuole ricordare un boccale con la schiuma; sull’edificio più basso invece c’è La Flamme d’Or, più che una fiamma ricorda altro…a voi l’immaginazione.

Appena sotto Asakusa si trova un altro quartiere importante di Tokyo, Akhiabara, il quartiere dell’elettronica. In realtà è un quartiere prettamente pomeridiano, per esplorarlo al meglio consiglio di venirci al pomeriggio dalle 15 alle 19. Qui puoi avere una tipica e particolarissima esperienza in un maidcafè (l’abbiamo provata a Osaka l’ultimo giorno!). 

Ceniamo a Kikanbo. Consigliatissimo per il ramen più buono della vacanza!

Birra al 22esimo piano dell'Asahi beer headquarter con vista sulla Tokyo Skytree
Cascate di Kegon - Nikko
6 giorno – Nikko

Nikko è una citta inserita nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco per gli importanti monumenti storici. Sarebbe un peccato non prenderla in considereazione per una giornata fuori porta da Tokyo. Dista 140 km ed è collegata a Tokyo da diverse linee. Noi abbiamo preso la tratta coperta dal JRP impiegando circa 2 ore abbondanti. In stazione a Nikko abbiamo fatto un biglietto cumulativo per il bus a 2300 yen. Puoi prendere l’autobus tutte le volte che vuoi fino ad arrivare al lago Chuzenji.

Se non vuoi rinunciare a nulla ti consiglio di arrivare a Nikko non dopo le 10. I templi generalmente chiudono presto tra le 16-17. Controlla gli orari. Appena fuori dalla stazione abbiamo preso l’autobus. Se fosse una bella giornata tersa ti consiglio di scendere prima alla fermata numero 24, Akechidara, qui trovi una cabinovia che ti porta a un punto panoramico con vista del lago e la vallata. Successivamente scendi alla fermata 26 per ammirare le cascate di Kegon. Con 560 yen un ascensore ti porta a livello dei piedi della cascata. 

Riprendiamo l’autobus e scendiamo alla fermata numero 8 per visitare i princiapli templi (ce ne sarebbero tanti altri):

  • Rinno ji –  templio buddista che si incontra sulla sinistra salendo per il viale Omotesando  verso il Toshogu 
  • Toshogu – santuario shintoista dove giace la tomba di Tokugawa Ieyasu, shogun importantissimo per la storia del Giappone. Meritano nota: la pagoda di 5 piani appena prima di entrare, i bassorilievi delle famosissime tre scimmiettenon vedo, non sento, non parlo“, la Porta Yomeimon decoratissima con più di 400 sculture, il gatto addormentato e la tomba di Tokugawa.
  • Futarasan jinja – dove abbiamo visitato il giardino circondato da altissimi cedri (entrata 300 yen).
Sulla via del ritorno foto al bellissimo Ponte Sacro, Shinkyo, e subito si torna a Tokyo!
7 giorno – Miyajima

Prendiamo il nostro primo shinkansen, destinazione Hiroshima. Nel JRP non è compreso Nozomi quindi per Hiroshima l’unica soluzione è fare un cambio tra i due shinkansen: Hikari e Sakura.

Arrivati alla stazione di Hiroshima prendiamo un treno che in circa mezz’ora ci porta al molo di attracco per il traghetto della JR che collega la terraferma a Miyajima, un isola sacra dove non si può nascere ne morire. La navigazione è breve circa 10 minuti. Molti visitano l’isola in giornata. Fermarsi la notte ti permette di uscire dalle masse turistiche e vivere una esperienza unica in un tipico ryokan. Noi alloggiamo al Sakuraya, dove dormiremo per la prima volta in un futon e ci rilasseremo nell’onsen della struttura.

Sull’isola la prima cosa che sorprende è la miriade di cervi che, ormai abituati all’uomo, camminano tranquillamente alla ricerca di cibo. Visitiamo il santuario shintoista Itsukushima-jinja, costruito su palafitta sembra galleggiare sul mare fino a quando non arriva la bassa marea. Solo in questo modo il torii rosso può essere raggiunto a piedi. 

I ristoranti non chiudono presto, di più! Alle 18.30 siamo in coda al Mametanuki (oltretutto uno dei pochi se non l’unico che chiude tardi, alle 22.00). Il piatto tipico sono le ostriche. Le assaggiamo in tutte le loro varianti, crude, grigliate, fritte e gratinate. 

Magia alla sera il tori nell’acqua e le lanterne che illuminano la passeggiata lungo la riva. 

8 giorno – Hiroshima

Ci prendiamo ancora la mattina per camminare tra i negozi di Miyajima, assaggiando i dolci tipici a foglia di acero e la birra prodotta nel posto. 

Torniamo indietro e dopo traghetto+treno ci fermiamo a mangiare al volo alla stazione di Hiroshima. Da qui partono tantissime linee di autobus tra cui dei sightseeing loop bus compresi nel JRP. Scendiamo alla fermata del Memoriale della Pace (Atomic Bomb Dome) e ci incamminiamo nel parco dove è situato il museo. Non so se perchè era agosto, era un sabato ed era pomeriggio ma noi abbiamo trovato 2 ore di coda per l’accesso al museo. Non è possibile acquistare il biglietto anticipatamente. Arrivarci al mattino presto potrebbe essere una tattica vincente, ti lascio qui il collegamento al sito ufficiale per info e orari.

Shinkansen direzione Kyoto. Alloggeremo all’Hotel il Verde, a 10 minuti dalla stazione principale, prenotato su booking. Sistemati in camera ci ricatapultiamo fuori e ritorniamo in zona stazione. Facciamo un giro a Kyoto-Yodabashi dove ci perdiamo tra i mille piani e i mille corridoi di oggettistica, vestivi e elettrodomestici. Al sesto piano si trova “Yodobashi the Dining”, ci fermiamo a cenare a Tonkatsu-Satsuma un ristorante specializzato in tonkatsu, una sorta di nostra milanese, molto più ricca e sfiziosa.

9 giorno – Kyoto e Arashiyama

Arashiyama è un quartiere a nord ovest di Kyoto, famoso per la foresta di bambù ma non solo. Come è stato detto a me, a mia volta, ti dico: “non  tornare indietro subito dopo il primo tratto della foresta di bambù, continua a percorrere il sentiero”. A mio avviso, la parte più bella di Arashiyama sono stati proprio i templi più a nord della foresta, più particolari e meno turistici. Premessa: ce ne sono davvero tanti e se non hai molto tempo seleziona i principali per poi dirigerti su altre mete. 

Arashiyama può essere visitata totalmente a piedi o volendo hai la possibilità di prendere mezzi locali. Con il senno di poi, per risparmiare tempo, avrei preso il bus 62 che si ferma all’ultimo tempio che più mi è piaciuto, fermata Otagi Dera Mae: il tempio è l’Otagi Nenbatsuji. Da lì puoi camminare lungo Saga-Toriimoto, una tradizionale strada giapponese, e fermarti nei templi di tuo interesse.

Scendendo alla stazione Saga-arashiyama (compresa nel JRP la linea della metro JR San’in Main Line), ecco il nostro itinerario della giornata:

  • tempio buddista, uno dei 5 templi zen più importanti di Kyoto, il Tenryu-ji. Merita una visita per il giardino che si estende dietro il tempio e lo specchio d’acqua che si colora delle stagioni che lo circondano;
  • da qui parte il sentiero della foresta di Bambù di Sagano, un percorso da non perdere. Al bivio prendi la destra. E’ qui che tutti tornano indietro ma il bello deve ancora venire!
  • camminiamo lungo lo stagno di Ogura dove l’estate ci regala la fioritura dei fiori di loto, una distesa gigante;
  • entriamo al tempio Jojakko-ji da cui puoi avere una vista su tutta la città di Kyoto;
  •  proseguendo entriamo nel templio di Gjo-ji famoso per il suo piccolo giardino di muschio;
  • Adashino Nenbutsu-ji, templio buddista composto da più di 8000 lapidi, a mio parere uno dei più suggestivi di questa giornata. Ogni estate, il 23 e il 24 agosto, il tempio organizza la cerimonia Sento Kuyo per rendere omaggio alle anime dei morti. In questa occasione tutta l’area del tempio è illuminata dalla luce fievole di tantissime candele mentre vengono intonati dei sutra e si prega per i defunti. Dal templio si accede a un breve sentiero immerso nella foresta di bambù. 
  • Ultimo templio della giornata Otagi Nenbatsuji tipico per le più di 1200 “rakan”, bizzarre statue dei discepoli del Buddha, una diversa dall’altra.
Torniamo in hotel un po’ stanchi. Cena improvvisata a un ristorante thailandese Kinkhao, purtroppo niente a che vedere con i nostri ricordi di cibo thai. 
Foresta di Bambù ad Adashino Nenbutsu-ji
Uno dei tanti rakan
10 giorno – Fushimi Inari e Nara

Con la linea JR Nara in 10 minuti dalla stazione di Kyoto scendiamo alla fermata Inari. Il Fushimi Inari è il famosissimo santuario composto da più di 10.000 torii, le tipiche porte rosse, che portano fino alla cima del Monte Inari, 233 mt. Per visitarlo bene e percorrere l’intero tragitto considera almeno 2 ore di visita. 

Da lì riprendiamo la stessa linea per dirigerci a Nara, per un breve periodo capitale del Giappone, ora famosissima per i suoi cervi liberi e i diversi monumenti/templi. Ci sarebbe dovuto essere un evento che prevedeva l’accensione delle lanterne per tutto il parco e le vie dei templi ma purtroppo è stato disdetto causa meteo. Ci imbattiamo subito in uno storico locale dove producono i mochi, un tipico dolce giapponese (a voi il giudizio sulla bontà di questo particolare dolce). Il locale si chiama Nakatanidou e dalla vetrina puoi ammirare un breve “spettacolo”, ormai prettamente, turistico di come si preparava una volta questo dolce. Oggi ci pensano le macchine. 

Lì vicino si estende il Parco di Nara. Noi abbiamo già fame e pranziamo a Izasa, un tipico ristorante giapponese dove servono dei ricchi bento. Proseguiamo per il Todai-ji, un templio buddista famoso per la grande statua di bronzo del Buddha. Nel tempio si trova una colonna con un buco grande quanto la narice della statua (così leggiamo anche sulla nostra guida ma qualche dubbio ci viene). Si dice che chi riesca a passare all’interno del buco arrivi direttamente alla saggezza del Buddha e quindi al nirvana. Io ci sono passata…sto  ancora aspettando di ricevere questa saggezza 😉 

Prossima meta il Santuario Kasuga, shintoista, famoso per le sue lanterne in bronzo e in pietra. Durante l’Obon Mantoro (14-15 agosto) tutto il templio e la via vengono illuminate dalle lanterne ma come detto il meteo non è a nostro favore e l’evento è stato annullato. 

Un po’ infreddoliti dalla pioggia che sembra non volersi fermare torniamo verso Kyoto e ci fermiamo a cena in stazione. Collegata alla stazione principale si trovano tantissimi ristoranti e take away. La zona prende il nome di “Porta“. A sua volta si collega al -1 dell’edificio della Kyoto Tower (la torre che vedete non appena uscite dalla stazione centrale alla cui sommità si trova un osservatorio, qui il sito dove avere altre info, noi non l’abbiamo fatto). Al -1 si trova Kyoto Tower Sando Food Hall, un piano con tantissimi ristorantini dove ordinare da mangiare e sedersi in tavoli comuni. Può essere un buon posto dove convenire alle diverse voglie del gruppo di viaggio, c’è davvero di tutto e potrete mangiare insieme ordinando in posti diversi, magari assaggiando un po’ di tutto. 

Fushimi Inari
Parco di Nara
11 giorno – Kyoto e tifone Lan
Lo sapevi che in estate il Giappone è soggetto a tifoni? Noi l’abbiamo scoperto lì e… buon ferragosto! Fino alle ore 15 è caldamente consigliato rimanere in posti chiusi. Facciamo colazione in hotel e ci dedichiamo al riposo di cui sicuramente ne abbiamo bisogno. Fuori, per le strade, si vede qualche mezzo ma tantissime attività sono chiuse. Alle 15 proviamo a uscire. Oggi avremmo dovuto dedicarlo a Kyoto. Chiediamo prima alla reception quali templi sono aperti e ci conferma che tra tutti quelli che volevamo vedere solo il Kiyomizu-dera è aperto. Ci dirigiamo alla stazione dove sicuramente troveremo anche qualcosa di aperto per mangiare ma già subito notiamo che tantissimi negozi sono chiusi e tanti treni cancellati. Pranziamo a base di spiedini, yakitori, e prendiamo il bus 206, scendiamo alla fermata Kiyomizu-michi. 
Continua a piovere ma non desistiamo. Il complesso di templi buddisti è bellissimo, è anche famoso per la vista che purtroppo oggi non abbiamo. Scendiamo per le vie del quartiere Gion ma è tutto chiuso. Decidiamo che scombineremo i nostri piani ma un salto dovremo ancora farlo!
12 giorno – Universal Studios Japan a Osaka + Obon Kyoto
Il tifone Lan ci ha scombinato un po’ i piani. Incastrando una serie di cose (tra cui la meteo) decidiamo che oggi è il giorno per utilizzare i nostri biglietti per gli UNIVERSAL STUDIOS JAPAN, a Osaka. Kyoto è collegata molto bene a Osaka con circa 30 minuti di shinkansen. Dalla stazione centrale prendiamo la metro per la fermata Universal City, non puoi sbagliarti. 
Qui il sito per avere tutte le informazioni su orari, biglietti e attrazioni. Noi abbiamo comprato tutto online circa 2 settimane prima. Abbiamo selezionato il giorno in cui volevamo andare. In realtà il biglietto è valido circa 3 mesi e può essere utilizzato nei giorni della tua stessa fascia di prezzo. Il calendario sulla pagina dove comprare i biglietti è molto intuitivo.
Passiamo la giornata tra il castello di Hogwarts, Spiderman, Hollywood, Minions, Snoopy e tanti altri. 
Appuntamento fisso all’Hard Rock di Osaka, qualche acquisto fatto e via di ritorno a Kyoto, il 16 di agosto si concludono i festeggiamenti dell’Obon. 

L ‘Obon, o Bon Festival è una tradizione buddista che si tiene ad agosto per onorare gli spiriti dei propri antenati. A seconda delle regioni i tre giorni di festeggiamenti cambiano. A Kyoto va generalmente dal 14 al 16 di agosto e prende il nome di Daimonji o Gozan no Okuribi. L’ultimo giorno, il 16, vengono accesi 5 falò giganti sui 5 monti circondanti la città.

Il primo falò viene acceso alle 20.00 e noi abbiamo giusto il tempo di prendere del cibo d’asporto da Porta (sotto la stazione di Kyoto), prendere il bus 205 e raggiungere le rive del fiume Kamo all’altezza del ponte Demachi. Scendiamo alla fermata di Aoibashi Nishizume ma se arrivi all’ultimo come noi, non ti puoi sbagliare, segui la gente. Tanti sono già posizionati lungo riva, attrezzatissimi. Addentiamo i nostri pork bun e vediamo accendersi il primo falò sul monte Daimonji. Proviamo poi a raggiungere gli altri camminando qualche minuto lungo la riva, arriviamo sul ponte Kitayama dove avvistiamo il falò a forma di barca (Funagata) sul monte Funa

Daimonji
13 giorno – Monte Koya

Salutiamo Kyoto per la volta del Monte Koya, uno dei luoghi più sacri del Giappone. Qui nasce il buddhismo shingon e verremo ospitati una notte dal monastero Yochi-in, essenziale e circondato da un piccolo giardino zen. Qui vivremo un’esperienza davvero unica, ceneremo alle 18.00 con un pasto rigorosamente vegano, dormiremo nei futon e alla mattina alle 6.00 parteciperemo alla preghiera mattutina. 

Il viaggio non è così immediato, prendiamo prima un treno per Osaka dove facciamo un cambio per Shin-Imamiya (fino a qui la tratta è coperta dal JRP). In stazione compriamo il Koyasan World Heritage Ticket al costo di 3080 yen. E’ un pass valido per 2 giorni e copre l’andata e il ritorno fino al monte (treno per Gokurakubashi + funicolare) e tutti gli autobus.

Fino alle 18 ci dedichiamo a visitare il complesso principale il Danjo-Garan

Dopo la cena ci uniamo a un tour organizzato dal monastero per visitare il cimitero più grande del Giappone, il cimitero di Okunoin. Devo dire che è stata una delle esperienze più belle e particolari di tutta la vacanza. Curiosità: non solo le famiglie ma anche aziende multinazionali come Panasonic o Nissan hanno comprato una lapide memoriale; qui le famiglie dei dipendenti delle aziende possono venire a ricordare i loro cari nel cimitero più sacro del Giappone.

Tornati al monastero avevamo ancora mezz’ora alla chiusura dei bagni e ci siamo rilassati negli onsen. 

In yukata a cena presso il monastero Yochi-in
Cimitero di Okunoin
14 giorno – Kyoto (recupero del giorno 11) e sera a osaka

Sveglia presto per partecipare alla preghiera mattutina. Colazione…davvero particolare per i nostri gusti occidentali. Ci rimettiamo in viaggio. Il tifone Lan, come già detto, aveva scombinato i nostri piani e dovevamo recuperare quello che non avevamo visto a Kyoto.  

Pranziamo al Nishiki market e con un bus andiamo al Kinkaku-ji, il padiglione d’oro, uno dei simboli di Kyoto. A venti minuti si trova invece il Ryoan-ji, famoso per il suo giardino zen. Andiamo un’ultima volta nel quartiere di Gion per cercare di avvistare qualche Geisha. All’ora del tramonto l’atmosfera è magica e ci fermeremmo a cenare lungo il fiume Kamo. Purtroppo l’ultima notte ad Osaka ci aspetta. 

Dormiamo all’Oriental Namba Hotel e dal nome si capisce che siamo al centro del quartiere di Namba perfetto per passare la serata. Tra tutte le cose che volevamo assaggiare manca all’appello la famosa “pizza di Osaka”, okonomiyaki. Ne troverete davvero tanti di ristoranti dedicati, a voi la scelta.  Alla sera camminiamo per la Dotonbori, lungo il fiume sono appese piccole lanternine, è davvero suggestivo. 

Al mipig cafè - trova le differenze!
15 giorno – Osaka
Oggi è l’ultimo giorno, alle 21 abbiamo il volo quindi cerchiamo di trovare un compromesso tra vedere Osaka e fare due tre chicche che ci eravamo ripromessi. In primis visitiamo il Castello di Osaka. Oggi fa veramente molto caldo e non si riesce a passeggiare nel parco circostante che sicuramente meriterebbe. 
Decidiamo di saltare l’Umeda sky building e la ruota panoramica per vivere un’esperienza che a Tokyo non eravamo riusciti a fare: Maid cafè. Scegliamo tra i diversi il Maidreamin Osaka Namba per osservare da vicino questa parte di cultura giapponese così lontana da noi, sinceramente a volte ci siamo sentiti un po’ in imbarazzo. Inutilmente, perchè loro erano davvero a posto con se stessi! Qui oltre ad assistere a spettacoli e vivere in un cartone animato puoi bere e pranzare. Il cibo non è generalmente consigliato quindi ci siamo limitati chi a un gelato chi a una birra con pacchetto foto-ricordo.
Camminiamo ancora una volta per la Dotonbori, di giorno apprezziamo meglio queste insegne enormi, mangiamo delle polpettine di polpo di strada, takoyaki, arriviamo alla nostra meta: un bar di maialini Mipig+cafè. Eh sì, puoi prenotare la stanza privata o di gruppo dove tra i tavoli scorrazzano questi maialini. Nel mentre puoi servirti da bere o farti servire a prezzo aggiuntivo qualcosa da mangiare. Nella stanza privata c’è un supplemento di prezzo rispetto a quella comune e puoi rimanere almeno 30 minuti con i maialini per te selezionati. 
Questi tipi di cafè in Giappone ce ne sono tantissimi, con anche altre specie di animali come gatti, cani, ricci, uccellini, rettili…basta cercarli!

E’ giunta l’ora di recuperare i bagagli all’hotel e prendere la metro che in un’oretta ci porta al Kansai Airport. Stanchi ma davvero felici, ricchi di un nuovo bagaglio emozionale e culturale salutiamo il Giappone!

Konnichiwa こんにちは

video: Un piccolo assaggio dei 15 giorni in giappone

Se sei riuscito ad arrivare fino a qui sei sopravvissuto alle mille parole. Per descrivere tutto quello che abbiamo visto e fatto ne servirebbero altre tante, sicuramente mi sto perdendo qualche dettaglio quindi chiedimi tutto quello che ti passa per la mente! Sarò felicissima di aiutarti! 

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