Top
  >  Trekking   >  Rocca la Meja via normale

Per i suoi colori e le rocce granitiche penseremmo a primo impatto che Rocca la Meja risieda vicino alle Dolomiti. In realtà fa parte delle Alpi Cozie, in Piemonte, più precisamente tra la Valle Grana, Valle Maira e Valle Stura, a Canosio (CN). Non a caso Rocca la Meja viene chiamata “Le Dolomiti del Piemonte”.

Meta di tantissimi arrampicatori per la presenza di multitiri ed escursionisti amanti della natura, una domenica di inizio settembre abbiamo raggiunto la vetta (2831 mt) per la via normale (la traccia gialla in foto). 

PARTENZA: colle valcavera/caserme della bandia, cn
ARRIVO: Rocca la meja (2831 mt), CANOSIO, CN
DISLIVELLO: circa 400 mt
TEMPO DI PERCORRENZA:  1H30′a salire – 1h30′ a scendere
Segnavia/sentiero: giallo
DIFFICOLTÀ: F; CONSIGLIATO A ESCURSIONISTI ESPERTI PER PRESENZA DI DUE PASSAGGI DI I E II GRADO. OBBLIGATORIO IL CASCHETTO. 
In giallo la via normale (quella qui descritta); in rosso, per gli arrampicatori, la salita sulla cresta sud-est
Avvicinamento

Premessa: Rocca la Meja può essere raggiunta da tutte e tre le valli trovandosi a un punto di incontro tra Valle Grana, Maira e Stura. 

Qui ti riporto il mio avvicinamento da Valle Grana, passando per la patria del Castelmagno DOP. 

Da Cuneo si raggiunge il Colle Valcavera in circa 1 ora. Prima però facciamo tappa al Rifugio Fauniera dove ricarichiamo le borracce dalla sorgente del Grana. Il gestore Marco ci indica le varie possibilità  per dove parcheggiare l’auto e decidiamo di salire in auto fino al Colle Valcavera passando per il Colle Fauniera (qui si erge la statua del famosissimo ciclista Pantani). Da Colle Valcavera inizia una sterrata percorribile in auto, da qui potete decidere se iniziare camminare o proseguire fino a uno spiazzo più ampio dove parcheggiare l’auto, alle Caserme della Bandia.

Percorso

Lasciata l’auto puoi decidere se raggirare il Becco Nero (2630 mt) alla sua destra per il Colle d’Ancoccia o a sinistra per il Colle Margherina. Noi scegliamo il primo che passa vicino al Lago Meja e porta a un bellissimo scorcio su Rocca la Meja. In meno di mezz’oretta si ridiscende per l’altopiano del Gardetta fino a raggiungere l’attacco della via normale. E’ ben visibile l’attacco per  la linea netta di separazione tra il verde del prato e la base della rocca che si fa pietraia. Da qui munirsi di caschetto siccome il terreno è molto friabile e sopra di te potrebbe esserci qualcuno che cammina o si sta arrampicando. Già quasi all’inizio alla base della rocca troverai un tratto attrezzato da catena per aiutarti a salire. Si costeggia la base salendo fino al primo canalino. E’ preferibile mantenere la sinistra dove il terreno è più pulito, ci sono meno detriti. Tieni il caschetto e attento a come metti i piedi, soprattutto durante le giornate molto affollate. Segue un secondo canalino ed eccoci arrivati alla croce di cima di Rocca la Meja

La vista a 360 gradi sulle valli regala dei paesaggi fantastici. Vediamo anche il Monviso! Scriviamo sul libro di vetta, ci riposiamo e si riscende dalla stessa via.

CONSIGLI
  • Munirsi di caschetto e scarpe da trekking
  • Non soffrire di vertigine, ci sono alcuni tratti esposti
  • Durante il percorso non c’è possibilità di rifornimento d’acqua, se sali da Valle Grana, fai tappa al Rifugio Fauniera
Primo canalino di risalita

La giornata non finisce qui, a meno che tu non scelga un prato dove mangiare, riposare, prendere il sole, nei dintorni ci sono diverse falesie. Al Rifugio Fauniera c’è un libricino delle tante vie in Valle Grana. Essendo io alle prime armi passiamo il pomeriggio a provare qualche via facile, fino alle 18 dove ci aspetta l’aperitivo in tinozza…ma questa è un’altra storia. Se vuoi saperne di più continua a leggermi qui: Starsbox al Rifugio Fauniera con aperitivo in tinozza.

vivi l'esperienza a 360°...guarda il video

post a comment